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SULL'AFFIDAMENTO DEI BAMBINI QUANDO CI SEPARIAMO  (Parte II°)

SULL'AFFIDAMENTO DEI BAMBINI QUANDO CI SEPARIAMO (Parte II°)

L’interesse esclusivo dei minori quale criterio per definirne l’affidamento. E’ notorio che il criterio fondamentale cui deve attenersi il giudice per l’affidamento dei minori è costituito dall’esclusivo interesse morale a materiale della prole, che impone di privilegiare la soluzione che appaia più idonea a ridurre al massimo i danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare e ad assicurare il migliore sviluppo della personalità del minore, indipendentemente dalla richiesta o dall’eventuale accordo tra i genitori. Ciò richiede un giudizio prognostico sulla capacità del singolo genitore di crescere ed educare il figlio, da esprimersi sulla base di elementi concreti ed attinenti alle modalità con cui ciascuno in passato ha svolto il proprio ruolo, con particolare riguardo alla capacità di relazione affettiva, alla personalità del genitore, all’attenzione, comprensione, educazione e disponibilità ad un assiduo rapporto, nonché alle sue consuetudini di vita ed all’ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al minore. L’affidamento della prole ad uno dei due genitori non deve inoltre mai essere concepito come un diritto dell’uno o dell’altro, né come premio consolatorio (o punizione) in relazione alla responsabilità per il fallimento del loro rapporto affettivo. L’affidamento esclusivo quale soluzione eccezionale. Abbiamo già evidenziato come l’affidamento condiviso, che presuppone la capacità per i genitori di instaurare un’ottimale e prolungata sintonia sulle scelte educative relative ai figli, costituisca il regime ordinario/prioritario di affidamento, alla luce del principio di bigenitorialità. L’affidamento esclusivo costituisce soluzione eccezionale, consentita esclusivamente ove risulti, nei confronti di uno dei genitori, una condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale da rendere l’affidamento condiviso in concreto pregiudizievole e contrario all’interesse esclusivo del minore. L’affidamento esclusivo deve essere inoltre particolarmente motivato, in ordine non soltanto al pregiudizio potenzialmente arrecato ai bambini da un affidamento condiviso, ma anche all’idoneità del genitore affidatario ed all’inidoneità educativa o alla manifesta carenza dell’altro.

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